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La Materia si fa Arte

maggio-settembre 2006 - Area archeologica etrusca di Pyrgi a Santa Severa, Roma. Un dialogo tra arte, archeologia e natura. A cura di Susanna Horvatovicova

Artisti: Fabrizio Ajello, Marco Anastasi, Christian Costa

Fotografie: Giulio Azzarello

Nido è l’opera di Marco Anastasi nei pressi dell'ingresso al sito archeologico di Pyrgi

Nido è l’opera di Marco Anastasi nei pressi dell'ingresso al sito archeologico di Pyrgi

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 Il lavoro è composto da numerosi elementi in ceramica lavorata e in tufo grezzo.  L'uso del materiale naturale acquista una valenza simbolica nel momento in cui entra in contatto con il territorio.

Il lavoro è composto da numerosi elementi in ceramica lavorata e in tufo grezzo.

L'uso del materiale naturale acquista una valenza simbolica nel momento in cui entra in contatto con il territorio.

 La scultura, che ricorda la forma di un nido d'uccello, indica un punto di passaggio, ricompone in forma astratta un percorso immaginario, rimanda ad una sosta, ad una casa, richiamando l'attività di nidificazione delle duecento specie di uccelli che ogni anno si rifugiano nella Riserva di Macchiatonda.

La scultura, che ricorda la forma di un nido d'uccello, indica un punto di passaggio, ricompone in forma astratta un percorso immaginario, rimanda ad una sosta, ad una casa, richiamando l'attività di nidificazione delle duecento specie di uccelli che ogni anno si rifugiano nella Riserva di Macchiatonda.

 L'area archeologica etrusca di Pyrgi, è un tratto di costa in corrispondenza di Santa Severa, bagnato dal Mar Tirreno e già frequentato nel neolitico

L'area archeologica etrusca di Pyrgi, è un tratto di costa in corrispondenza di Santa Severa, bagnato dal Mar Tirreno e già frequentato nel neolitico

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 L'opera, collocata nel sito archeologico di Pyrgi, acquista anche un significato più ampio, non raffigurando esclusivamente un luogo fisico, ma anche uno mentale; diviene un residuo allusivo di qualcosa che si trova altrove, che si trova nella memoria personale e nell'esperienza consumata da altri.

L'opera, collocata nel sito archeologico di Pyrgi, acquista anche un significato più ampio, non raffigurando esclusivamente un luogo fisico, ma anche uno mentale; diviene un residuo allusivo di qualcosa che si trova altrove, che si trova nella memoria personale e nell'esperienza consumata da altri.

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 Christian Costa del gruppo container presenta nei pressi dell'Antiquarium di Pyrgi un'installazione minimale volta a far dialogare le forme dell'uomo con quelle della natura. Si intende lavorare nell'interstizio tra cielo e terra, giocare con il vento, sovrapponendo ad un ambiente fortemente caratterizzato dal punto di vista storico-archeologico e paesaggistico un filo ideale e materiale che metta in comunicazione queste diverse aree di significato.

Christian Costa del gruppo container presenta nei pressi dell'Antiquarium di Pyrgi un'installazione minimale volta a far dialogare le forme dell'uomo con quelle della natura. Si intende lavorare nell'interstizio tra cielo e terra, giocare con il vento, sovrapponendo ad un ambiente fortemente caratterizzato dal punto di vista storico-archeologico e paesaggistico un filo ideale e materiale che metta in comunicazione queste diverse aree di significato.

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 Si vuole realizzare un segno, semplice, istintivo e primario come la linea e porlo nel cielo, quasi disegnando nell'aria. Nella sua interazione con il vento l'opera troverà il suo più stretto contatto con l'ambiente circostante, integrandosi in esso. Questa "scultura sottile" creerà un ponte immaginario e mobile tra il castello di Santa Severa, la zona archeologica di Pyrgi e la Riserva naturale di Macchiatonda.

Si vuole realizzare un segno, semplice, istintivo e primario come la linea e porlo nel cielo, quasi disegnando nell'aria. Nella sua interazione con il vento l'opera troverà il suo più stretto contatto con l'ambiente circostante, integrandosi in esso. Questa "scultura sottile" creerà un ponte immaginario e mobile tra il castello di Santa Severa, la zona archeologica di Pyrgi e la Riserva naturale di Macchiatonda.

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